Al rientro dal viaggio India e Nepal
Salve a tutti voi...
non ci sono parole, ma solo sensazioni ed emozioni che penso di portarmi dentro in modo indelebile, già adesso scrivendo mi assale la nostalgia di quella cultura e di quel vivere senza pretese e nello stesso momento di ringraziare per quello che ti viene dato.
Prima di partire mi ero documentato tramite letture ed internet di quello che andavo a conoscere e vedere, ma è solo toccando con mano che riesci a capire ed apprezzare dove sei, Varanasi la città che è tutto e allo stesso tempo la contraddizione di tutto (un particolare ringraziamento a Rakesh che non ci ha trattato da normali turisti con i soliti giri, ma ci ha portato dentro la città e dentro la gente, palestre,stirerie,case,luoghi sacri e non ai confini della realtà); Kathmandu la metropoli che stà cambiando, si percepisce nell'aria la voglia di cambiare,i grattacieli nel deserto, le grandi banche costruite accanto alle baracche, (miseria e nobiltà) la dignità e la grande ospitalità dei nepalesi, anche in questo caso un ringraziamento a Ramesh per la puntigliosità e la pignoleria nelle spiegazioni (molto più sobrio del suo collega Indiano);
infine ma non per questo minore il C.B. Everest, una dura prova al limite delle forze, ma questo è il prezzo da pagare per dei panorami senza uguali, per degli spazi infiniti in cui ti rendi conto che sei uno sputo (non mi vergogno a dire che ho pianto più di una volta di fronte a tanta immensità). Il resto, gli alberghi, le guest house, le sistemazioni, il cibo ecc.. ecc.. sono marginali e fanno da contorno alcune volte piacevoli a volte un pò meno a quella che è stata una grande avventura.
Grazie
Andrea
Luoghi dello spazio e della mente: viaggi tra natura e cultura, tradizioni e popoli, solidarietà, pace e sostenibilità
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lunedì 9 dicembre 2013
martedì 18 giugno 2013
Ladakh e Amritsar.. alla scoperta dell’India Settentrionale
ll Ladakh, è una regione racchiusa tra le catene del
Karakorum e dell' Himalaya, grazie alle sue caratteristiche naturali e
culturali è denominata “Piccolo Tibet”. Detta anche “la terra
dei passi” conta una popolazione di 250.000 abitanti, più della metà sono
buddisti ed il resto musulmani sciiti.
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Nei villaggi e nei monasteri è possibile percepire e toccare con mano la straordinaria tradizione spirituale e religiosa del buddismo. A Leh, la capitale da non perdere la visita del Palazzo Reale, una incredibile miniatura del Potala di Lhasa.
A ovest di Leh il Monastero Alchi, che racchiude cinque diversi templi (XI Sec. ) costruiti in legno
e argilla, completamente affrescati. Le raffigurazioni sulle pareti si sono mantenute perfettamente ed
oggi costituiscono un esempio unico al mondo di iconografia buddista e induista
fuse in un solo stile.
Arriviamo nel cuore
dell’India, la città santa di Amristar è il più grande centro architettonico
della regione del Punjab. Anche qui moschee e templi rappresentano una
suggestiva testimonianza della cultura e della tradizione musulmana e indù.
Tappa
d’obbligo il Golden Temple, famoso per la suggestiva cerimonia serale “HariMandir”; durante la cerimonia i cantori e devoti sikh prendono in spalla un
baldacchino con il libro sacro rivestito di teli d' oro e cantando lo portano
in un’altra ala sacra del tempio, dove “dimora per la notte”.
La piccola
processione dura mezz’ora ma è veramente molto suggestiva, in quanto ai turisti
è permesso alternarsi e portare il baldacchino per almeno un metro. Se volete visitare questi luoghi con noi, a questo link troverete l'itinerario completo e le informazioni.
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martedì 12 febbraio 2013
Kumbha Mela 2013
Viaggio in India
Kumbha Mela 2013
12 febbraio ….. Il bilancio di
ieri è 30 morti nel crollo del ponte alla stazione e 5 affogati. Noi tutto
bene, a parte la molta umidità e l'acqua corrente a singhiozzo nelle tende.
Siamo ospiti di un ashram che organizza anche attività di meditazione, yoga,
homa, massaggi di cui le signore hanno approfittato, si mangia bene, con te e
caffè a volontà durante la giornata.
Roberto e Andrea hanno tentato di
venire con noi ma poi si sono staccati perché preferiscono fare le foto con i
loro tempi. Stasera si sono dichiarati molto soddisfatti della giornata.
Io sto con il gruppetto dei non
fotografi tenendo uno dei due ragazzi rajasthani per darmi una mano, l'altro è
andato sempre con Stefano. Noi lenti oggi abbiamo visitato dalle 8 alle 14 il
campo e al pomeriggio giro in barca: un baba iracondo ci ha lanciato un oggetto
non identificato ma fortunatamente ha mancato Alessandra. Domani partiamo
presto e passiamo all'aeroporto a prendere la valigia di Ravecca poi a Benares.
La stima è almeno 4 o 5 ore per via del traffico…
lunedì 11 febbraio 2013
Viaggio India Nord
... Caro Massimo ed Elisa,
tornati alla realtà dopo questo bellissimo viaggio, voglio esprimere ad entrambi, a nome di tutto il nostro gruppo, i complimenti per l'organizzazione ed i tanti piccoli particolari che hanno reso il viaggio, per quanto faticoso e con bambini, un'esperienza da tenere tra i ricordi più belli. Grazie soprattutto per la possibilità di avere una guida (e che guida!!) e un bus a disposizione che ci ha consentito in alcuni momenti, un'autonomia importante (ad esempio fermarsi un'ora in più per lo shopping) o durante gli spostamenti più lunghi, di avere la possibilità di riposare meglio avendo molto spazio a disposizione. I bambini sono stati benissimo, e non hanno avuto alcun problema, visto anche gli ottimi alberghi, anzi sono rimasti entusiasti delle nuove esperienze in cammello, elefante, ecc. Tutte le persone che sono state con noi sono state eccezionali a cominciare da Shafiq che oltre ad essere bravo e preparato, ha cercato in ogni modo di venire incontro alle nostre esigenze, per continuare con l'autista e il suo assistente davvero persone di una gentilezza e di una disponibilità squisita (oltre ad essere, visti i modi di guida indiani, quasi occidentali nella guida). Grazie anche ad Elisa che nelle soste serali si informava e cercava in ogni modo di far si che tutti fossero soddisfatti.
Angelo
www.viaggidelgenio.it
martedì 1 febbraio 2011
Viaggio India
Viaggio in India.
Ai margini del deserto del Thar, ai confini con il Pakistan, nel cuore del Rajasthan, la mitica golden city, Jaisalmer,
Ai margini del deserto del Thar, ai confini con il Pakistan, nel cuore del Rajasthan, la mitica golden city, Jaisalmer,
In India per emozionarsi
Un invito o uno stimolo, o solo dei consigli, riflessioni, emozioni per un viaggio in India... con il GENIO DEL BOSCO.
Sono partita incuriosita dai racconti di Massimo e di una amica che aveva già visitato sia il nord che il sud dell’India proprio con Massimo. Non ti nascondo che, però, insieme alla curiosità ci fosse anche un po’ di paura per tutte le aspettative che avevo riposto nel viaggio.
Ma ne è valsa veramente la pena: probabilmente non esistono parole per descrivere un’esperienza così ricca di emozioni come il viaggio che ho appena concluso. Sto ancora cercando di metabolizzare il tutto e spesso mi risulta difficile riuscire trasmettere quello che più mi ha emozionato.
India... E’ un viaggio che, con i suoi mille volti e le sue molteplici contraddizioni, è capace di scaldarti il cuore:
l’India dei templi sempre così affollati e così vissuti (come fossero una piccola cittadella all’interno dei quali si svolge quasi tutta la loro vita quotidiana), ma al tempo stesso così ricchi di spiritualità;
l'India di Shiva, Brahma e Vishnu;
l'India della puja;
l’India delle persone, anzi delle molte persone che ti salutano, ti sorridono, ti toccano, ti avvicinano, a volte con dolcezza a volte con prepotenza;
l’India dei molti bambini, con i loro sguardi ed i loro sorrisi;
l’India della miseria e della povertà che purtroppo si incontrano e che non si devono dimenticare;
l’India del rumore e dei mille clacson;
l’India del traffico frenetico e delle strade dissestate;
l’India delle mucche per strada e dell’immondizia;
l’India dei tuc tuc e dei risciò;
l’India di Bangalore capitale mondiale dell’informatica ed al tempo stesso l’India dei mendicanti;
l’India delle caste;
l’India della campagna dolce e romantica ricca di risaie, bananeti, palme da cocco;
l’India del sole ed al contempo del monsone;
l’India delle dolci spiagge del kerala;
l’India dei peperoni verdi fritti ai banchetti per strada e del peperoncino in ogni pietanza;
l’India dei mille colori e profumi;
l’India delle stoffe, delle spezie e dei fiori;
l’India dei mercati;
l’India delle donne e dei loro sari di seta.Puoi restare solo affascinato da questo mondo che ti avvolge con il suo calore e la sua dolcezza, la sua cultura, la sua spiritualità. Ilaria
Sono partita incuriosita dai racconti di Massimo e di una amica che aveva già visitato sia il nord che il sud dell’India proprio con Massimo. Non ti nascondo che, però, insieme alla curiosità ci fosse anche un po’ di paura per tutte le aspettative che avevo riposto nel viaggio.
Ma ne è valsa veramente la pena: probabilmente non esistono parole per descrivere un’esperienza così ricca di emozioni come il viaggio che ho appena concluso. Sto ancora cercando di metabolizzare il tutto e spesso mi risulta difficile riuscire trasmettere quello che più mi ha emozionato.
India... E’ un viaggio che, con i suoi mille volti e le sue molteplici contraddizioni, è capace di scaldarti il cuore:
l’India dei templi sempre così affollati e così vissuti (come fossero una piccola cittadella all’interno dei quali si svolge quasi tutta la loro vita quotidiana), ma al tempo stesso così ricchi di spiritualità;
l'India di Shiva, Brahma e Vishnu;
l'India della puja;
l’India delle persone, anzi delle molte persone che ti salutano, ti sorridono, ti toccano, ti avvicinano, a volte con dolcezza a volte con prepotenza;
l’India dei molti bambini, con i loro sguardi ed i loro sorrisi;
l’India della miseria e della povertà che purtroppo si incontrano e che non si devono dimenticare;
l’India del rumore e dei mille clacson;
l’India del traffico frenetico e delle strade dissestate;
l’India delle mucche per strada e dell’immondizia;
l’India dei tuc tuc e dei risciò;
l’India di Bangalore capitale mondiale dell’informatica ed al tempo stesso l’India dei mendicanti;
l’India delle caste;
l’India della campagna dolce e romantica ricca di risaie, bananeti, palme da cocco;
l’India del sole ed al contempo del monsone;
l’India delle dolci spiagge del kerala;
l’India dei peperoni verdi fritti ai banchetti per strada e del peperoncino in ogni pietanza;
l’India dei mille colori e profumi;
l’India delle stoffe, delle spezie e dei fiori;
l’India dei mercati;
l’India delle donne e dei loro sari di seta.Puoi restare solo affascinato da questo mondo che ti avvolge con il suo calore e la sua dolcezza, la sua cultura, la sua spiritualità. Ilaria
Sulla TV Indiana
Il nostro Massimo Taddei. Grande!!!! Sulla TV indiana a Bangalore.
Viaggio in India
Viaggio in India
REPORT Viaggio in India Sud
Ciao a tutti!
Come state? Qui non ci lamentiamo! E' freddo, anzi, molto freddo, ma per il resto cerco di sopravvivere ai mille impegni lavorativi. Ho finalmente pubblicato le foto! ... che sono tante, molte, direi forse troppe, ma sono rimasta così affascinata da questo viaggio che mi sembrava brutto caricarne poche!
Amelie
Come state? Qui non ci lamentiamo! E' freddo, anzi, molto freddo, ma per il resto cerco di sopravvivere ai mille impegni lavorativi. Ho finalmente pubblicato le foto! ... che sono tante, molte, direi forse troppe, ma sono rimasta così affascinata da questo viaggio che mi sembrava brutto caricarne poche!
Amelie
lunedì 31 gennaio 2011
Emozioni per il nostro prossimo viaggio in India dal 27 febbraio al 18 marzo. L'India rende omaggio a Gandhi. Nell'anniversario della morte del Mahatma, avvenuta il 30 gennaio del 1948, in tutto il Paese si sono tenute cerimonie per ricordare l'uomo che ha condotto l'India all'indipendenza attraverso un lungo cammino improntato alla non-violenza. Un giorno, il "Martyr Day", dedicato al "padre della
patria", che in India è celebrato come festa nazionale. Il primo ministro Manmohan Singh e il presidente Pratibha Devisingh Patil hanno presenziato alla cerimonia di commemorazione sulla tomba di Gandhi al cimitero Rajghat, a Nuova Delhi.Mohandas Karamchand Gandhi, chiamato "Mahatma" che vuol dire "grande anima", fu assassinato il 30 gennaio del 1948 a Nuova Delhi. Una morte violenta che l'uomo che ha fatto della non-violenza "l'arma" più efficace della resistenza indiana al dominio britannico.
patria", che in India è celebrato come festa nazionale. Il primo ministro Manmohan Singh e il presidente Pratibha Devisingh Patil hanno presenziato alla cerimonia di commemorazione sulla tomba di Gandhi al cimitero Rajghat, a Nuova Delhi.Mohandas Karamchand Gandhi, chiamato "Mahatma" che vuol dire "grande anima", fu assassinato il 30 gennaio del 1948 a Nuova Delhi. Una morte violenta che l'uomo che ha fatto della non-violenza "l'arma" più efficace della resistenza indiana al dominio britannico.
venerdì 28 gennaio 2011
Un nostro viaggiatore in India
Viaggio IndiaNord:Molto bello
Estensione Amritsar:Magnifica e coinvolgente.Ho comprato anche il CD con le litanie Sigh ipnotiche anche se non si capisce una mazza.
Note negative:I due gruppi che dovevano essere teoricamente indipendenti di fatto non lo sono stati.Qualcuno si è lamentato anche se in termini pratici ha ridotto di molto solo la visita di Jaisilmer. Siamo arrivati nella città vecchia che erano quasi le undici:pienone di gente e visita molto superficiale.In compenso anche qualcuno del nostro gruppo si è fatto aspettare per acquisti vari e quindi siamo alla pari. Come al solito qualche caduta di stile negli hotel,qualche lenzuolo sporco,qualche isterismo di troppo.Tutto nella norma compreso il mio personale comportamento: sono stato molto bravo,collaborativo e simpatico. Ma ho fatto molta fatica....
L'autista Sigh che ho ribattezzato "Animale" è stato veramente grande:in un migliaio circa di sorpassi da brivido non ha mai toccato il pulmino. Un vero artista!In compenso ha fatto strizzare di brutto le prime file: "Vitellozzo"al confronto è un tassista di Londra. Alcuni spostamenti sono purtroppo un pò lunghi. Bisognerebbe occuparli con dei piccoli discorsi sull'Induismo,sui Mogul,sulle cose che andiamo vedere:chi partecipa ad un viaggio del genere vuole sapere.Molto carenti da questo punto di vista. Per chi va ad Amritsar ritengo che due viaggi in treno sono troppi. Va molto bene uno ma una tratta si potrebbe fare in auto con pernotto a Chandighar citta moderna disegnata interamente da Le Corbusier,un vero unicum in India e non solo. Il viaggio è stato molto bello e tutto sommato le persone mi sono sembrate contente: quello che si vede in India è così impattante che tutto passa in secondo piano.La sera prima avevi le lenzuola sporche,l'indomani davanti al Taj Mahal dimentichi tutto.....Incredibile India.
Estensione Amritsar:Magnifica e coinvolgente.Ho comprato anche il CD con le litanie Sigh ipnotiche anche se non si capisce una mazza.
Note negative:I due gruppi che dovevano essere teoricamente indipendenti di fatto non lo sono stati.Qualcuno si è lamentato anche se in termini pratici ha ridotto di molto solo la visita di Jaisilmer. Siamo arrivati nella città vecchia che erano quasi le undici:pienone di gente e visita molto superficiale.In compenso anche qualcuno del nostro gruppo si è fatto aspettare per acquisti vari e quindi siamo alla pari. Come al solito qualche caduta di stile negli hotel,qualche lenzuolo sporco,qualche isterismo di troppo.Tutto nella norma compreso il mio personale comportamento: sono stato molto bravo,collaborativo e simpatico. Ma ho fatto molta fatica....
L'autista Sigh che ho ribattezzato "Animale" è stato veramente grande:in un migliaio circa di sorpassi da brivido non ha mai toccato il pulmino. Un vero artista!In compenso ha fatto strizzare di brutto le prime file: "Vitellozzo"al confronto è un tassista di Londra. Alcuni spostamenti sono purtroppo un pò lunghi. Bisognerebbe occuparli con dei piccoli discorsi sull'Induismo,sui Mogul,sulle cose che andiamo vedere:chi partecipa ad un viaggio del genere vuole sapere.Molto carenti da questo punto di vista. Per chi va ad Amritsar ritengo che due viaggi in treno sono troppi. Va molto bene uno ma una tratta si potrebbe fare in auto con pernotto a Chandighar citta moderna disegnata interamente da Le Corbusier,un vero unicum in India e non solo. Il viaggio è stato molto bello e tutto sommato le persone mi sono sembrate contente: quello che si vede in India è così impattante che tutto passa in secondo piano.La sera prima avevi le lenzuola sporche,l'indomani davanti al Taj Mahal dimentichi tutto.....Incredibile India.
venerdì 26 novembre 2010
Viaggio nell'India sacra
Viaggio India Sud. Nella terra del tè, dei massaggi rilassanti e del cardamamomo. Dalla Valle dei Rododendri al palazzo nobiliare di Travancore Heritage, dalla Venezie dell'Est alla città Regina del Mare Arabico. Devozione ancestrale, natura lussureggiante, yoga e ayurveda.
Narra la leggenda che Parashurama, un'incarnazione di Vishnu, compì una serie di penitenze per espiare un grave peccato e il potente Dio ricompensò la sua devozione prosciugando il Kerala e strappandolo alle acque dell'oceano. Così sarebbe nato questo stato dell'India meridionale dalla natura rigogliosa e lussureggiante, celebre per le palme da cocco, una delle sue maggiori ricchezze, per le piantagioni di caffè, tè e cardamomo.
Un paradiso tropicale a tutti gli effetti, stretto tra i monti Ghati Occidentali e il Mare Arabico, che per circa 600 chilometri corre lungo la costa occidentale ed è punteggiato di grandi e piccoli canali e lagune, regno di mangrovie, che dal mare si infilano nella foresta pluviale. Un luogo particolare anche perchè è considerato la culla dell'ayurveda, sistema di medicina alternativa basato sulla naturopatia, e dello yoga, ed è quindi la meta ideale per una vacanza all'insegna del benessere e delle cure tradizionali indiane. Ma questo viaggio di 12 giorni nel Kerala aggiunge, alla scoperta di un'India diversa, anche un contatto più diretto con la sua natura grazie a un breve e non impegnativo trekking, nella regione di Munnar, in una zona dal nome romantico: la Valle dei Rododendri.
Si parte da Trivandrum, capitale dello stato e in passato sede del Maharajah di Travancore, e si fa tappa nella vicina Kovalam soggiornando in un antico palazzo nobiliare, il Travancore Heritage, proprio a picco sulle scogliere dell'Oceno Indiano, trascorrendo il tempo tra massaggi rilassanti ed escursioni nei dintorni, fino ad ad arrivare a Kanya Kumari, l'estremità più meridionale dell'India.
Si prosegue quindi per Aleppey, città chiamata la Venezia dell'Est per la quantità di canali che la attraversano. Qui ci si imbarca sull'houseboat The Kettuvallum (Barca di Riso), grande imbarcazione tradizionale in giunco, per due giorni di navigazione nelle Backwaters, un mondo di acqua color smeraldo fatto di laghi e lagune collegati da canali, e nutrito da trentotto fiumi che contendono al mare il predominio sulle basse terre. Un eterno altalenare di limo e di sabbie che crea dighe naturali grazie alle quali si aprono 1500 chilometri di canali salmastri navigabili, sapientemente riordinati dalla mano dell'uomo. Un reticolo silenzioso e vergine dove si specchiano alte palme da cocco, i laghi di Vembanadu e Punnamda, villaggi di pescatori, risaie, statue di Buddha e tempietti.
In auto si raggiunge poi il Parco Nazionale di Periyar, il più importante santuario di fauna selvatica nel sud dell'India dove si possono avvistare tigri, elefanti selvatici, bisonti, leopardi, scimmie. Si prosegue quindi per Fort Cochin (oggi Kochi), conosciuta come la Regina del Mare Arabico, che fu capitale dell'India Portoghese fino al 1530. È uno dei porti più antichi della costa occidentale, importante centro di commercio delle spezie fin dai tempi antichi. Vanta una lunga storia di visitatori che risale al 1409, quando i primi viaggiatori cinesi approdarono su queste sponde. Nel 1498 toccò a Vasco da Gama che fu autorizzato dal rajah locale a costruire Forte Immanuel, prima dimora europea in India. È l'inizio della saga coloniale di questo paese e della storia di Fort Cochin come città indo-europea. Nelle ampie mura del forte, i Portoghesi hanno lasciato case e chiese, mentre i contorni della città moderna rammentano gli Olandesi che l'hanno tolta ai Portoghesi nel 1663.
Furono proprio loro a renderla un crocevia commerciale tra l'Europa e la Cina. E anche dopo che i Britannici conquistarono la città nel 1795, piantagioni e aziende commerciali inglesi installate a Fort Cochin e il suo particolarissimo stile architettonico indo-europeo, hanno proseguito il loro sviluppo. La città con la sua sinagoga del XVI secolo, le moschee, le chiese cattoliche portoghesi, i templi indù, racconta l'eclettismo di tutto il Kerala. Dietro le banchine si trovano ancora le vecchie case dei mercanti, i magazzini e i cortili dove vengono ammucchiate le spezie che, durante il secondo millennio venivano esportate in Europa, e che ancora oggi insieme al caffè e alla fibra di cocco, sono una delle ricchezze più importanti della regione.
Si continua quindi per Munnar, Pothamedu, Devikulam, Mattupetty, Nyayamakad, tutte località tra i 1600 e i 1700 metri di altitudine, circondate dalle verdissime piantagioni di tè, caffè, cardamomo. Il trekking nella Valle dei Rododendri inizia da qui, dura due giorni e va da 1500 a 2600 metri, passando da praterie e foreste pluviali d'alta quota, per arrivare fino sul Meesapulimala, la seconda vetta più alta dei Ghat Occidentali (2650 m) da dove si gode un panorama eccezionale sulle piantagioni di tè di Kolukkumalai e sulle ondulate colline sottostanti. Infine, scendendo, si raggiungono le rive del Lago Anaerangal (1200 m) il cui nome, non a caso, significa "Lago dove arrivano gli elefanti". Qui infatti, si possono avvistare elefanti, sambar (un grande cervo asiatico), orsi bradipi e il nilgiri tahr, un grande ungulato che vive su queste alture.
Info partenze IL GENIO DEL BOSCO VIAGGI NATURA E CULTURA numero verde 800919983 mail: info@i-viaggi.net. Quota individuale di partecipazione € 2.340,00. La quota comprende: voli intercontinentali di linea; voli interni in classe economica; tasse aeroportuali; franchigia bagaglio 20 kg.; trasferimenti in treno previste nel programma; autobus a disposizione per tutta la durata del viaggio, con aria condizionata, autista e assistente; sistemazione in camera doppia in hotel 3/4 stelle, o heritage b&b; accompagnatore specializzato indiano; guide locali per le visite previste nel programma, assicurazione medico bagaglio. La quota non comprende: il visto; i pranzi, le mance, gli ingressi nei musei e ai monumenti; le bevande alcoliche. Supplementi: camera singola € 20,00 per notte; cassa comune (dai 60 ai 70 €) a copertura di alcune delle spese previste nella voce “La quota non comprende”, e precisamente i pranzi, le bevande, le mance, gli ingressi nei musei e ai monumenti. Estensione Hampi € 190,00. Nella quota di partecipazione è inclusa la copertura assicurativa Mondial Assistance Medico Bagaglio.
Narra la leggenda che Parashurama, un'incarnazione di Vishnu, compì una serie di penitenze per espiare un grave peccato e il potente Dio ricompensò la sua devozione prosciugando il Kerala e strappandolo alle acque dell'oceano. Così sarebbe nato questo stato dell'India meridionale dalla natura rigogliosa e lussureggiante, celebre per le palme da cocco, una delle sue maggiori ricchezze, per le piantagioni di caffè, tè e cardamomo.
Un paradiso tropicale a tutti gli effetti, stretto tra i monti Ghati Occidentali e il Mare Arabico, che per circa 600 chilometri corre lungo la costa occidentale ed è punteggiato di grandi e piccoli canali e lagune, regno di mangrovie, che dal mare si infilano nella foresta pluviale. Un luogo particolare anche perchè è considerato la culla dell'ayurveda, sistema di medicina alternativa basato sulla naturopatia, e dello yoga, ed è quindi la meta ideale per una vacanza all'insegna del benessere e delle cure tradizionali indiane. Ma questo viaggio di 12 giorni nel Kerala aggiunge, alla scoperta di un'India diversa, anche un contatto più diretto con la sua natura grazie a un breve e non impegnativo trekking, nella regione di Munnar, in una zona dal nome romantico: la Valle dei Rododendri.
Si parte da Trivandrum, capitale dello stato e in passato sede del Maharajah di Travancore, e si fa tappa nella vicina Kovalam soggiornando in un antico palazzo nobiliare, il Travancore Heritage, proprio a picco sulle scogliere dell'Oceno Indiano, trascorrendo il tempo tra massaggi rilassanti ed escursioni nei dintorni, fino ad ad arrivare a Kanya Kumari, l'estremità più meridionale dell'India.
Si prosegue quindi per Aleppey, città chiamata la Venezia dell'Est per la quantità di canali che la attraversano. Qui ci si imbarca sull'houseboat The Kettuvallum (Barca di Riso), grande imbarcazione tradizionale in giunco, per due giorni di navigazione nelle Backwaters, un mondo di acqua color smeraldo fatto di laghi e lagune collegati da canali, e nutrito da trentotto fiumi che contendono al mare il predominio sulle basse terre. Un eterno altalenare di limo e di sabbie che crea dighe naturali grazie alle quali si aprono 1500 chilometri di canali salmastri navigabili, sapientemente riordinati dalla mano dell'uomo. Un reticolo silenzioso e vergine dove si specchiano alte palme da cocco, i laghi di Vembanadu e Punnamda, villaggi di pescatori, risaie, statue di Buddha e tempietti.
In auto si raggiunge poi il Parco Nazionale di Periyar, il più importante santuario di fauna selvatica nel sud dell'India dove si possono avvistare tigri, elefanti selvatici, bisonti, leopardi, scimmie. Si prosegue quindi per Fort Cochin (oggi Kochi), conosciuta come la Regina del Mare Arabico, che fu capitale dell'India Portoghese fino al 1530. È uno dei porti più antichi della costa occidentale, importante centro di commercio delle spezie fin dai tempi antichi. Vanta una lunga storia di visitatori che risale al 1409, quando i primi viaggiatori cinesi approdarono su queste sponde. Nel 1498 toccò a Vasco da Gama che fu autorizzato dal rajah locale a costruire Forte Immanuel, prima dimora europea in India. È l'inizio della saga coloniale di questo paese e della storia di Fort Cochin come città indo-europea. Nelle ampie mura del forte, i Portoghesi hanno lasciato case e chiese, mentre i contorni della città moderna rammentano gli Olandesi che l'hanno tolta ai Portoghesi nel 1663.
Furono proprio loro a renderla un crocevia commerciale tra l'Europa e la Cina. E anche dopo che i Britannici conquistarono la città nel 1795, piantagioni e aziende commerciali inglesi installate a Fort Cochin e il suo particolarissimo stile architettonico indo-europeo, hanno proseguito il loro sviluppo. La città con la sua sinagoga del XVI secolo, le moschee, le chiese cattoliche portoghesi, i templi indù, racconta l'eclettismo di tutto il Kerala. Dietro le banchine si trovano ancora le vecchie case dei mercanti, i magazzini e i cortili dove vengono ammucchiate le spezie che, durante il secondo millennio venivano esportate in Europa, e che ancora oggi insieme al caffè e alla fibra di cocco, sono una delle ricchezze più importanti della regione.
Si continua quindi per Munnar, Pothamedu, Devikulam, Mattupetty, Nyayamakad, tutte località tra i 1600 e i 1700 metri di altitudine, circondate dalle verdissime piantagioni di tè, caffè, cardamomo. Il trekking nella Valle dei Rododendri inizia da qui, dura due giorni e va da 1500 a 2600 metri, passando da praterie e foreste pluviali d'alta quota, per arrivare fino sul Meesapulimala, la seconda vetta più alta dei Ghat Occidentali (2650 m) da dove si gode un panorama eccezionale sulle piantagioni di tè di Kolukkumalai e sulle ondulate colline sottostanti. Infine, scendendo, si raggiungono le rive del Lago Anaerangal (1200 m) il cui nome, non a caso, significa "Lago dove arrivano gli elefanti". Qui infatti, si possono avvistare elefanti, sambar (un grande cervo asiatico), orsi bradipi e il nilgiri tahr, un grande ungulato che vive su queste alture.
Info partenze IL GENIO DEL BOSCO VIAGGI NATURA E CULTURA numero verde 800919983 mail: info@i-viaggi.net. Quota individuale di partecipazione € 2.340,00. La quota comprende: voli intercontinentali di linea; voli interni in classe economica; tasse aeroportuali; franchigia bagaglio 20 kg.; trasferimenti in treno previste nel programma; autobus a disposizione per tutta la durata del viaggio, con aria condizionata, autista e assistente; sistemazione in camera doppia in hotel 3/4 stelle, o heritage b&b; accompagnatore specializzato indiano; guide locali per le visite previste nel programma, assicurazione medico bagaglio. La quota non comprende: il visto; i pranzi, le mance, gli ingressi nei musei e ai monumenti; le bevande alcoliche. Supplementi: camera singola € 20,00 per notte; cassa comune (dai 60 ai 70 €) a copertura di alcune delle spese previste nella voce “La quota non comprende”, e precisamente i pranzi, le bevande, le mance, gli ingressi nei musei e ai monumenti. Estensione Hampi € 190,00. Nella quota di partecipazione è inclusa la copertura assicurativa Mondial Assistance Medico Bagaglio.
mercoledì 17 novembre 2010
L'India di Tiziana Ripepi
Abbiamo il piacere di presentare e proporre l'India di Tiziana Ripepi dal 27 dicembre al 12 gennaio.
Chi è Tiziana? Risponde lei.
Mi chiamo Tiziana Ripepi e da oltre venticinque anni vivo e lavoro tra l’India e l’Italia. In questo lungo periodo ho studiato e condotto ricerche, con finanziamenti e borse di studio di entrambi i paesi e ho lavorato nel campo del turismo e della mediazione culturale. Ho cominciato il mio percorso di ricerca nei primi anni novanta, nel nord dell’India, per la stesura della tesi di laurea. Ho vissuto a Varanasi, dove ho imparato la lingua hindi ospite di una famiglia indiana e di un monastero in cui facevo le mie ricerche; poi mi sono spostata al sud, nello stato del Karnataka, per il dottorato di ricerca. Il Karnataka mi ha affascinato a tal punto che per studiarne a fondo la cultura e la società, ho imparato la lingua kannadae ho viaggiato intensamente, vivendo nei villaggi, nei luoghi di pellegrinaggio e nei monasteri, incontrando intellettuali e contadini, leggendo e traducendo in italiano la loro letteratura e imparando i loro dialetti. Le mie ricerche sono state finanziate dall’Indian Council for Cultural Relation, che rappresenta il Ministero degli Affari Esteri dell’India.
La gente del Karnataka ha apprezzato molto il mio interessamento persua lingua e la sua cultura e mi ha più volte conferito premi e riconoscimenti, mi ha intervistata alla radio e alla televisione e, soprattutto, mi ha costantemente offerto una cordiale ospitalità.
Sin dagli anni ottanta ho lavorato in tutta l’India come mediatrice culturale per il turismo di massa, con grandi tour operator, e occasionalmente per il turismo alternativo con partners come l’ASSEFA , ma ultimamente ho indirizzato le mie energie verso il turismo sostenibile che, secondo me, potrebbe diventare uno strumento di sviluppo importante per l’India rurale. Le mie ultime esperienze in questo campo vanno di pari passo con la fondazione della Nadayoga Society, di cui sono vicepresidente. Si tratta di un’associazione di promozione sociale i cui progetti ruotano intorno a un piccolo ashram del Karnataka settentrionale cui sono profondamente legata. Al momento sto imparando un’altra lingua indiana, il tamil, e seguo un progetto di traduzione dalla letteratura kannada medioevale e contemporanea in accordo con la Sahitya Akademi di New Delhi (la principale accademia letteraria indiana). Le mie pubblicazioni riguardano aspetti della religione e della letteratura del Karnataka.
Vi segnalo i titoli meno specialistici:
Tiziana Ripepi, Non c'è morte per i nostri: l'esperienza di un lingayata del Karnataka settentrionale, in Luoghi dei morti ( fisici, mentali, metafisici) nelle tradizioni religiose dell’India, a cura di S. Piano, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2005.
Śrinivasa, Mangamma dello yogurt, traduzione annotata dal kannaḍa a cura di Tiziana Ripepi,in A Oriente! Numero speciale multilingue. Le armi dell'India, le armi della pace. Anno IV - Numero 10 inverno 2003-2004, pp. 84-99.(Potete contattare la casa editrice )
E poi un articolo, in inglese, online. Questo è il più recente: Tiziana Ripepi, A proposito di Kalyana come avimuktakshetra, in Tīrthayātra. Essays in Honour of Stefano Piano, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2010.
Per partecipare al viaggio numero verde 800 91 99 83. Oppure inviate una mail
Chi è Tiziana? Risponde lei.
Mi chiamo Tiziana Ripepi e da oltre venticinque anni vivo e lavoro tra l’India e l’Italia. In questo lungo periodo ho studiato e condotto ricerche, con finanziamenti e borse di studio di entrambi i paesi e ho lavorato nel campo del turismo e della mediazione culturale. Ho cominciato il mio percorso di ricerca nei primi anni novanta, nel nord dell’India, per la stesura della tesi di laurea. Ho vissuto a Varanasi, dove ho imparato la lingua hindi ospite di una famiglia indiana e di un monastero in cui facevo le mie ricerche; poi mi sono spostata al sud, nello stato del Karnataka, per il dottorato di ricerca. Il Karnataka mi ha affascinato a tal punto che per studiarne a fondo la cultura e la società, ho imparato la lingua kannadae ho viaggiato intensamente, vivendo nei villaggi, nei luoghi di pellegrinaggio e nei monasteri, incontrando intellettuali e contadini, leggendo e traducendo in italiano la loro letteratura e imparando i loro dialetti. Le mie ricerche sono state finanziate dall’Indian Council for Cultural Relation, che rappresenta il Ministero degli Affari Esteri dell’India.
La gente del Karnataka ha apprezzato molto il mio interessamento persua lingua e la sua cultura e mi ha più volte conferito premi e riconoscimenti, mi ha intervistata alla radio e alla televisione e, soprattutto, mi ha costantemente offerto una cordiale ospitalità.
Sin dagli anni ottanta ho lavorato in tutta l’India come mediatrice culturale per il turismo di massa, con grandi tour operator, e occasionalmente per il turismo alternativo con partners come l’ASSEFA , ma ultimamente ho indirizzato le mie energie verso il turismo sostenibile che, secondo me, potrebbe diventare uno strumento di sviluppo importante per l’India rurale. Le mie ultime esperienze in questo campo vanno di pari passo con la fondazione della Nadayoga Society, di cui sono vicepresidente. Si tratta di un’associazione di promozione sociale i cui progetti ruotano intorno a un piccolo ashram del Karnataka settentrionale cui sono profondamente legata. Al momento sto imparando un’altra lingua indiana, il tamil, e seguo un progetto di traduzione dalla letteratura kannada medioevale e contemporanea in accordo con la Sahitya Akademi di New Delhi (la principale accademia letteraria indiana). Le mie pubblicazioni riguardano aspetti della religione e della letteratura del Karnataka.
Vi segnalo i titoli meno specialistici:
Tiziana Ripepi, Non c'è morte per i nostri: l'esperienza di un lingayata del Karnataka settentrionale, in Luoghi dei morti ( fisici, mentali, metafisici) nelle tradizioni religiose dell’India, a cura di S. Piano, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2005.
Śrinivasa, Mangamma dello yogurt, traduzione annotata dal kannaḍa a cura di Tiziana Ripepi,in A Oriente! Numero speciale multilingue. Le armi dell'India, le armi della pace. Anno IV - Numero 10 inverno 2003-2004, pp. 84-99.(Potete contattare la casa editrice )
E poi un articolo, in inglese, online. Questo è il più recente: Tiziana Ripepi, A proposito di Kalyana come avimuktakshetra, in Tīrthayātra. Essays in Honour of Stefano Piano, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2010.
Per partecipare al viaggio numero verde 800 91 99 83. Oppure inviate una mail
martedì 6 aprile 2010
L'India si conta in 18 alfabeti e lingue di Marco Masciaga dal Sole 24 ore
La prima a compilare il formulario sarà oggi, alle 10 di mattina, il presidente della repubblica Pratibha Patil. Quindi, un'ora più tardi, sarà la volta del vicepresidente Hamid Ansari. Da quel momento in avanti, inevitabilmente, la faccenda si farà più complicata. Perché i moduli che verranno sottoposti oggi alle più alte cariche dello stato indiano sono quelli del censimento che il prossimo anno dovrà stabilire, con ragionevole approssimazione, quanti sono gli abitanti del secondo paese più popoloso della terra. Nelle parole del solitamente misurato ministro degli Interni P. Chidambaram si tratta della «più grande operazione mai compiuta da quando esiste l'umanità».
Vieni a scoprire il sub-continente con i nostri viaggi natura e cultura. Per comprendere la portata dell'impresa basta scorrere le cifre rese note dal governo. I censiti saranno all'incirca 1,2 miliardi. I funzionari statali e i volontari coinvolti nelle operazioni di computo saranno poco più di 2,5 milioni. I distretti che dovranno visitare, al costo per l'erario di 22 miliardi di rupie (362 milioni di euro), sono 640. Le porte, per chi le ha, a cui dovranno bussare circa 240 milioni. Le tonnellate di carta necessarie a spiegare (in 18 alfabeti e lingue diverse) le procedure e raccogliere (questa volta in soli 16 idiomi) le informazioni saranno 11,63 milioni. Il tempo necessario prima che possa venir resa nota la nuova cifra ufficiale degli abitanti è superiore a un anno, si parla di metà 2011.
A quel punto si potrà iniziare a pensare al prossimo censimento, in programma a cavallo tra 2020 e il 2021, quando, costi quel che costi, si ricomincerà a fare la conta. Perché quello che inizia oggi è un appuntamento a cui gli indiani non hanno mai rinunciato, dal 1872 in avanti, prima sotto il dominio britannico (per otto volte), e poi, con orgoglio crescente, da stato sovrano (per altre sette). Attraversando, come ha spiegato nei giorni scorsi il segretario agli Interni G.K. Pillai, «la lotta per l'indipendenza, la Partizione, due guerre mondiali e diverse calamità naturali».
Tutti avvenimenti che in passato hanno conferito una dimensione quasi epica Agli sforzi dei burocrati indiani, ma che a ben vedere tolgono ben poco alla portata dell'impresa che si apprestano a compiere i loro successori odierni. Non solo perché oggi come allora bisognerà raggiungere sia i remoti eremi Himalayani che le minuscole isole dell'Oceano Indiano, i villaggi sperduti nei deserti del Rajasthan e quelli dimenticati nelle foreste del Chhattisgarh. Ma anche perché il compito richiesto ai moderni estensori del censimento è assai più complesso che in passato. Il governo vuole sapere, tra le altre cose, di cosa sono fatte le case (fango, lamiera, mattoni?), che cosa contengono (fornelli a gas o a legna? rubinetti o secchi?) e come i loro abitanti comunicano con il mondo esterno (computer, cellulare o telefono fisso?).
Quello che i funzionari statali non chiederanno, ci ha tenuto a sottolineare Pillai, è a quale casta appartengono i cittadini. «Un censimento su base castale non è mai avvenuto nell'India indipendente», ha spiegato, dicendo solo una mezza verità. Nel senso che i censimenti indiani pur non spingendosi a disaggregare la popolazione per caste, indicano però quanti cittadini appartengono alla categoria delle Scheduled Castes e delle Scheduled Tribes.
Nel primo caso altro non si tratta che della definizione burocratica di dalit (un tempo di sarebbe detto "intoccabili", ovvero gli ultimi degli ultimi nel sistema castale). Nel secondo di quelle popolazioni tribali che assieme agli stessi dalit sono riconosciute come svantaggiate dalla costituzione e che godono da tempo di speciali, e assai controverse, quote per poter accedere a scuole e posti di lavoro nel settore pubblico. A onore degli autori del censimento va riconosciuto di non essersi mai voluti spingere più in là nell'individuare le infinite stratificazioni della società indiana, rifiutandosi di soddisfare le richieste di quei partiti castali che vivono sulle contrapposizioni tra le diverse comunità del paese.
I nostri viaggi in India.
Vieni a scoprire il sub-continente con i nostri viaggi natura e cultura. Per comprendere la portata dell'impresa basta scorrere le cifre rese note dal governo. I censiti saranno all'incirca 1,2 miliardi. I funzionari statali e i volontari coinvolti nelle operazioni di computo saranno poco più di 2,5 milioni. I distretti che dovranno visitare, al costo per l'erario di 22 miliardi di rupie (362 milioni di euro), sono 640. Le porte, per chi le ha, a cui dovranno bussare circa 240 milioni. Le tonnellate di carta necessarie a spiegare (in 18 alfabeti e lingue diverse) le procedure e raccogliere (questa volta in soli 16 idiomi) le informazioni saranno 11,63 milioni. Il tempo necessario prima che possa venir resa nota la nuova cifra ufficiale degli abitanti è superiore a un anno, si parla di metà 2011.
A quel punto si potrà iniziare a pensare al prossimo censimento, in programma a cavallo tra 2020 e il 2021, quando, costi quel che costi, si ricomincerà a fare la conta. Perché quello che inizia oggi è un appuntamento a cui gli indiani non hanno mai rinunciato, dal 1872 in avanti, prima sotto il dominio britannico (per otto volte), e poi, con orgoglio crescente, da stato sovrano (per altre sette). Attraversando, come ha spiegato nei giorni scorsi il segretario agli Interni G.K. Pillai, «la lotta per l'indipendenza, la Partizione, due guerre mondiali e diverse calamità naturali».
Tutti avvenimenti che in passato hanno conferito una dimensione quasi epica Agli sforzi dei burocrati indiani, ma che a ben vedere tolgono ben poco alla portata dell'impresa che si apprestano a compiere i loro successori odierni. Non solo perché oggi come allora bisognerà raggiungere sia i remoti eremi Himalayani che le minuscole isole dell'Oceano Indiano, i villaggi sperduti nei deserti del Rajasthan e quelli dimenticati nelle foreste del Chhattisgarh. Ma anche perché il compito richiesto ai moderni estensori del censimento è assai più complesso che in passato. Il governo vuole sapere, tra le altre cose, di cosa sono fatte le case (fango, lamiera, mattoni?), che cosa contengono (fornelli a gas o a legna? rubinetti o secchi?) e come i loro abitanti comunicano con il mondo esterno (computer, cellulare o telefono fisso?).
Quello che i funzionari statali non chiederanno, ci ha tenuto a sottolineare Pillai, è a quale casta appartengono i cittadini. «Un censimento su base castale non è mai avvenuto nell'India indipendente», ha spiegato, dicendo solo una mezza verità. Nel senso che i censimenti indiani pur non spingendosi a disaggregare la popolazione per caste, indicano però quanti cittadini appartengono alla categoria delle Scheduled Castes e delle Scheduled Tribes.
Nel primo caso altro non si tratta che della definizione burocratica di dalit (un tempo di sarebbe detto "intoccabili", ovvero gli ultimi degli ultimi nel sistema castale). Nel secondo di quelle popolazioni tribali che assieme agli stessi dalit sono riconosciute come svantaggiate dalla costituzione e che godono da tempo di speciali, e assai controverse, quote per poter accedere a scuole e posti di lavoro nel settore pubblico. A onore degli autori del censimento va riconosciuto di non essersi mai voluti spingere più in là nell'individuare le infinite stratificazioni della società indiana, rifiutandosi di soddisfare le richieste di quei partiti castali che vivono sulle contrapposizioni tra le diverse comunità del paese.
I nostri viaggi in India.
sabato 16 gennaio 2010
Viaggi in India
11 - 28 febbraio INDIA DEL NORD e INDIA DEL SUD
In verità Pratardana Daivodasi giunse alla amata dimora di Indra per l'intrepidezza dimostrata in battaglia . Indra gli disse : Pratardana scegli una grazia. Pratardana rispose: Scegli tu per me la grazia che ritieni più benefica per una creatura umana. Indra a sua volta replicò: In verità nessuno sceglie per un altro; scegli dunque tu stesso. - Allora non è più una grazia per me, disse Pratardana. Indra allora non si staccò dalla verità. Indra gli disse: Conoscimi! Questo penso sia la cosa migliore per una creatura umana , che mi conosca. (Kaushitaki Upanishad)
“…è vero che l’India ti ricorda in continuazione la tua caducità, ma anche vero il contrario. Sì, ti prende per la gola, ti prende allo stomaco, ti prende alle spalle, ti prende in giro –l’India non ti lascia mai in pace-, ma è proprio con quelle sue mille costanti, aggressive, ripugnanti contraddizioni che l’India ti dà –stranamente- anche pace.” (T. Terzani, In Asia, 1998, Lomganesi)
Quota individuale di partecipazione € 2.440,00 con: voli intercontinentali di linea; voli interni in classe economica; trasferimenti in treno previste nel programma; autobus a disposizione per tutta la durata del viaggio, sistemazione in camera doppia in hotel 3/4 stelle, o heritage b&b; trattamento di mezza pensione; accompagnatore specializzato indiano; guide locali per le visite previste nel programma, assicurazione medico bagaglio.
venerdì 30 novembre 2007
Viaggio India Nord 26 dicembre 2007
Vi informo con piacere che al viaggio Rajasthan-TajMahal dal 26 dicembre al 6 gennaio parteciperà , oltre a Aldo e Cinzia del centro Yoga - Surya di Civitavecchia, ANANDA MOHAN ADAK, indiano di Calcutta. Anandaji è il Presidente del BRAMACHARI ANILANANDA INSTITUTE, associazione per fini sociali e caritatevoli con ospedali da campo per la cura dei poveri dei villaggi. Inoltre l'Anilananda Istitute è un Centro di studio, ricerca e pratica del Krija Yoga. Ananda è da tempo amico personale di Aldo e Cinzia. Credo sarà una presenza molto interessante per tutti i viaggiatori.
Massimo Taddei
Massimo Taddei
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